Attacchi di panico

di Pietro Spagnulo

Gli attacchi di panico sono episodi di intensa ansia associata frequentemente a sintomi fisici come tachicardia, respiro corto, fame d'aria, tensione muscolare, tremori, senso di oppressione toracica ed è tipicamente associata a pensieri catastrofici come la paura di morire o avere un grave malore, di svenire, di impazzire, di perdere il controllo, di fare qualcosa di imbarazzante davanti agli altri.Gli attacchi di panico possono insorgere in specifiche situazioni (spazi aperti, spazi chiusi, affollamento, mezzi di trasporto, guidare, allontanarsi dalla propria casa o dalla propria città, etc.) oppure nelle circostanze più varie, senza che si possano evidenziare caratteristiche costanti.Nonostante la diversa opinione comune, gli attacchi di panico sono molto frequenti. Alcuni autori (Falloon, 2001) sostengono che una persona su tre abbia sperimentato almeno un attacco di panico nel corso della propria vita.Gli attacchi di panico non rappresentano dunque in se stessi dei fenomeni necessariamente patologici. Si parla infatti di Disturbo di Panico quando, oltre ad aver avuto degli episodi di attacchi di panico, si aggiunge un elemento importante: la paura di avere altri episodi di panico, ansia o disagio.Si tratta di quella che viene comunemente definita la paura della paura.Chi teme di avere nuovi attacchi di panico tende a organizzare la propria vita in modo da evitare le situazioni e le circostanze che, presumibilmente, potrebbero essere occasioni di attacchi di panico.A volte, la sola idea di recarsi in certi luoghi, oppure di prendere un mezzo pubblico, oppure di allontanarsi da luoghi considerati sicuri o familiari, scatena un'intensa ansia, detta anticipatoria, e ciò conduce spesso alla rinuncia.Con il tempo, la rinuncia può diventare talmente abitudinaria che alcune persone che soffrono di Disturbo di panico non si accorgono neanche più di limitare molto la propria vita. In altre circostanze, la consapevolezza delle proprie limitazioni produce problemi di autostima e uno stato depressivo.La gravità del disturbo non è correlata al numero di attacchi di panico, ma al grado di limitazione della propria vita.Sebbene alcuni farmaci come gli SSRI (altrimenti noti come antidepressivi serotoninergici) sembrino indurre un certo miglioramento in alcune persone, la terapia più efficace per il Disturbo di Panico, anche nel lungo termine, è la psicoterapia cognitivo comportamentale.È piuttosto curioso osservare quanto tempo venga spesso sprecato nel non trattare un disturbo che può essere facilmente risolto.Le persone attraversano frequentemente lunghi periodi di disagio inconfessato e di progressiva limitazione della propria vita prima di decidersi a curarsi.La raccomandazione è dunque di iniziare un trattamento idoneo il più presto possibile.       

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