Freud incompreso dagli psicoanalisti

di Pietro Spagnulo
Il nome di Freud è associato alla psicoanalisi e gli psicoanalisti sono indotti a credere di essere i depositari delle sue idee.
Ma le cose non stanno così.
Uno dei tratti del carattere di Sigmund Freud era la capacità di mettere in discussione le sue stesse idee, con una straordinaria passione per la ricerca della verità.
E, nei fatti, Freud ha cambiato molte idee. Ha cambiato radicalmente persino i fondamenti della sua ricerca. Da una visione bipartita della mente, fatta di conscio e inconscio, è passato a una visione strutturale, fatta di Io, Es e Super-Io, per abbracciare poi visioni che oggi diremmo mistiche di amore e morte.
Il suo modo di incedere era attraversato da entusiastiche intuizioni che perseguiva con una forza d'ingegno inaudita, e tormentosi dubbi.
Una sola cosa non gli ha mai attraversato la mente, l'idea di sostenere un'idea per puro dogmatismo.
Eppure, dopo un po' che si legge un libro di psicoanalisi scritto da uno psicoanalista, soprattutto se freudiano "ortodosso", sembra di essere immersi in un sermone con continue citazioni dei maestri. Come se le citazioni fossero prove di verità.
Gli psicoanalisti non hanno raccolto la sfida della ricerca, e questo condanna la psicoanalisi ad una lenta agonia.
Un solo esempio per tutti.
Freud ha scoperto il valore della simbologia. Ed ha svelato i meccanismi simbolici che agiscono nei sogni e nella vita di tutti i giorni.
Ebbene, è incredibile che oggi non vi siano psicoanalisti ufficialmente impegnati nello studio del linguaggio e della semantica.
È un peccato, perché scoprirebbero che Freud aveva ragione sull'importanza dei simboli.
Ma scoprirebbero anche che Freud aveva torto nel pensare che la simbologia fosse una caratteristica dell'inconscio, perché i simboli sono una caratteristica del linguaggio.
L'unico psicoanalista che ha avuto il coraggio di dirlo è stato Jaques Lacan, quando affermava che "L'inconscio non è altro che linguaggio".
Si tratta della stessa idea sostenuta da ricercatori contemporanei che si occupano di come il linguaggio sia alla base della creatività e intelligenza umana, ma anche della psicopatologia.
Peccato per gli psicoanalisti...

Il self-help basato sulla mindfulness
e la terapia cognitivo comportamentale di terza generazione

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