Terapia cognitivo comportamentale del DOC

di Pietro Spagnulo

La psicoterapia moderna del Disturbo Ossessivo Compulsivo (detto in breve DOC) nacque nel 1966 ad opera di uno psicologo inglese, Victor Meyer.
La sua tecnica, chiamata Esposizione con prevenzione della risposta, si basava su una idea contraria al senso comune, e cioè che l'interruzione dei rituali dei pazienti affetti da DOC non accrescesse il bisogno dei rituali, ma invece lo riducesse.Concretamente, Meyer istruì gli infermieri dell'ospedale dove erano ricoverati tali pazienti a monitorarli e a distrarli con discussioni o altri stratagemmi ogni qual volta iniziavano un rituale.I risultati furono piuttosto sorprendenti: dopo il periodo di "prevenzione di risposta" i pazienti avevano meno rituali!La terapia cognitivo comportamentale ha integrato e perfezionato questa tecnica che è diventata la base dei trattamenti efficaci e raccomandati dalle organizzazioni internazionali sulla salute.In sintesi, i pazienti vengono istruiti a esporsi alle situazioni in cui scatta il bisogno di effettuare i rituali e a non effettuare i rituali. Viene inoltre spiegato loro che vi può essere un transitorio aumento dell'ansia ma a cui fa seguito un significativo abbassamento e la riduzione del bisogno di compiere i rituali.A differenza della tecnica originaria, non sono dunque persone esterne a "impedire" l'esecuzione del rituale, ma è lo stesso paziente a farlo.La parte più difficile della terapia è persuadere chi soffre di DOC a iniziare a lavorare con questa tecnica. Non è difficile immaginare che l'obiezione tipica è che sono venuti in terapia proprio perché "non riescono" a non fare i rituali. Ma dopo averla sperimentata, sono gli stessi pazienti a riconoscerne l'efficacia e la grande utilità, anche perché comprendono che, contrariamente al loro pregiudizio, l'esecuzione o meno dei rituali rientra tra le loro scelte e non è obbligata dalla malattia.Negli ultimi quindici anni la tecnica si è ulteriormente evoluta insieme alla terapia cognitivo comportamentale chiamata di terza generazione.La pratica della mindfulness e alcuni esercizi chiamati di defusione aiutano a separare l'impulso a compiere i rituali dal loro effettivo svolgimento. Esattamente come nelle dipendenze, i pazienti comprendono rapidamente che i rituali sono come una droga in quanto hanno l'effetto di dare un transitorio sollievo. Ma se si tollera la "crisi di astinenza" il risultato è che non si ha più bisogno dei rituali.  

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