Come è cambiata la psicoterapia

L'idea più comune della psicoterapia è che si tratti di un lavoro in cui si cerca di scoprire le cause dei problemi, rendendo in questo modo possibile la loro soluzione.
Non si tratta di un'idea sbagliata, in linea di principio, ma il modo in cui viene concepita soffre di alcune importanti limitazioni.
Tutto sta a capire di quali cause stiamo parlando.
Ciò che si ha in mente, quando si parla di cause di problemi psicologici, sono a volte le cause storiche: quali eventi o situazioni hanno creato il problema?
Tuttavia, non è necessario essere scienziati per capire che i fatti trascorsi non possono essere cambiati. Ciò che è passato è passato. Non si può tornare indietro.
E dunque individuare con precisione i fatti del passato non può aiutare in alcun modo a cambiarli.
Evidentemente non sono i fatti del passato le cause su cui si può agire.
Un'altra idea, un po' più sofisticata, è che non sono i fatti, ma il modo in cui sono vissuti a causare il problema.
In questo modo ci avviciniamo di più a una possibile soluzione. Se si comprende il modo in cui i fatti sono vissuti, si può cambiare il modo di viverli e dunque risolvere il problema.
Questo è l'obiettivo di quasi tutte le psicoterapie tradizionali. Che si tratti di psicoanalisi, o di terapia cognitiva, ciò che importa allo psicoterapeuta è aiutare il proprio paziente a modificare alcune convinzioni o interpretazioni della realtà che si rivelano infondate, o basate su idee, desideri, bisogni nascosti e irrazionali.
Questo modo di concepire la psicoterapia ha dato certamente i suoi frutti, ma non è completa.
Il punto è che esiste un tipo di causa a cui non si concede la giusta importanza: si tratta del proprio comportamento e atteggiamento in risposta a delle situazioni.
Ciò che noi facciamo è parte del problema e dunque ne è una causa a tutti gli effetti.
Se evito sistematicamente i posti e le situazioni di cui ho paura, non farò altro che rendere il mio problema molto più complesso e di difficile soluzione: non solo non risolvo la paura, ma aggiungo anche un ulteriore problema che è la fuga da una parte della mia vita.
Questo terzo tipo di causa, il proprio comportamento o atteggiamento nei confronti delle proprie emozioni, è alla base delle terapie contemporanee dette di terza generazione.
Invece di indagare sulle cause storiche e sui "vissuti" delle persone, si aiutano invece a modificare il proprio atteggiamento e i propri comportamenti, favorendo un maggior grado di accoglimento delle proprie emozioni e un maggior impegno nella vita reale.
Questo è il principio che anima l'ACT, Acceptance and Commitment Therapy, una psicoterapia moderna basata sulla mindfulness su acquisizioni recenti sulla natura del linguaggio e della sofferenza psicologica.
Alla base dell'ACT vi è l'idea che le persone tendono a rifiutare le proprie emozioni sgradite e dunque a comportarsi in modo da sfuggirle il più possibile.
Questo comportamento però è una delle cause più importanti della psicopatologia, ed è l'unica causa su cui si può intervenire in modo deciso e trasformativo.


Il self-help basato sulla mindfulness
e la terapia cognitivo comportamentale di terza generazione

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