Guida pratica alla strutturazione del testo

Capitolo 3. Guida pratica alla strutturazione dei contenuti

Indice

Installare LibreOffice
Familiarizzarsi con LibreOffice
Importare il testo
Creare la gerarchia

Installare LibreOffice

LibreOffice è un word processor, o elaboratore di testi, esattamente come Microsoft Word.

In questa guida consigliamo di utilizzare LibreOffice perché presenta alcuni vantaggi rispetto a MicrosoftWord, come la maggiore semplicità d'uso, il codice aperto, maggiori possibilità di conversione in altri formati, e la sua gratuità.

Il formato di LibreOffice è odt, ma i suoi file possono essere convertiti in doc e pdf con un click.

Per installare LibreOffice vai all'indirizzo http://www.libreoffice.org/download/ e seleziona la versione adatta al tuo sistema operativo.

Scarica il file e attiva la procedura di installazione come per tutti i programmi.

Una volta installato apri il programma, vai su File -> Apri e seleziona questa guida in formato odt.

Familiarizzarsi con LibreOffice

Prima di iniziare i passi di questa guida, conviene prendere confidenza con LibreOffice.

Si tratta di un programma molto intuitivo. In alto abbiamo la barra di comandi testuali suddivisi nelle tipiche categorie di comandi (File, Modifica, Visualizza, Inserisci, Formato, etc.) e due barre di comandi a icone.

I comandi più importanti per il lavoro che ci accingiamo a svolgere sono quelli di apertura e chiusura di un file, il comando per salvare un file (tutti nella categoria File), il campo per la selezione degli stili (in alto a sinistra) e l'inserimento di liste e tabelle (puoi utilizzare la barra di comando testuale nella categoria inserisci, oppure le icone di comando).

Altri importanti comandi sono il grassetto e il corsivo, contrassegnati rispettivamente da un'A in grassetto e da un'A in corsivo.

Tutti i comandi sono rintracciabili nella barra di comando sotto i diversi nomi di sezione (File, Edit o Modifica, View, etc.) oppure come icone.

Nell'immagine che segue si vedono i comandi presenti nella sezione File.


Figura 3.1. comandi.jpg

comandi.jpg

La sezione File dei comandi



Importare il testo

Per iniziare il nostro lavoro è necessario ovviamente importare il testo da revisionare e strutturare.

Per importare il testo apri con LibreOffice il documento originale dell'autore, seleziona tutto e copia (Control-C in Windows e Linux, oppure Command-C con il Mac).

Vai ora su File -> Nuovo e incolla il documento premendo però non il solito control-V, ma, ATTENZIONE, Control-Maiuscolo-V.

Questo comando, chiamato anche Incolla speciale, serve per modificare il contenuto da incollare, e nel nostro caso per togliere tutte le formattazioni al testo da incollare.

Si apre dunque una schermata di dialogo che chiede di scegliere come incollare.

Scegliamo l'opzione Testo non formattato.

In questo modo incolliamo il testo pulito, eliminando tutte le formattazioni che erano state realizzate dall'autore.

Il testo è ora pronto per la revisione e la strutturazione.

Creare la gerarchia

Come abbiamo visto, i livelli gerarchici dei titoli devono essere inseriti utilizzando gli stili.

Gli stili sono delle formattazioni pre-definite (e che possono essere modificate a piacimento).

Ma ciò che è importante ricordare è che gli aspetti grafici sono irrilevanti per la successiva importazione in InDesign, ciò che conta è che gli stili veicolano delle informazioni realtive al livello gerarchico dei titoli grazie a dei tag di xml invisibili all'operatore. Queste informazioni vengono poi trasferite al programma di impaginazione.

Per creare la gerarchia basta andare con il cursore su ciascun titolo e selezionare lo stile gerarchico adeguato. Il programma creerà dunque una formattazione predefinita per ciascun titolo e registrerà dietro le quinte il livello gerarchico di ciascun titolo con un tag xml.

Gli stili utilizzabili per le gerarchie sono:

Heading (o Intestazione)

Heading 1 (o Intestazione 1) che corrisponde al titolo di Capitolo, al titolo dell'introduzione e di altre prefazioni.

Heading 2 (o Intestazione 2) che corrisponde alla sezione o sottotitolo di primo livello.

Heading 3 (o Intestazione 3) che corrisponde alla sezione o sottotitolo di secondo livello.

Heading 4 (o Intestazione 4) che corrisponde alla sezione o sottotitolo di terzo livello.

Heading 5 (o Intestazione 5) che corrisponde alla sezione o sottotitolo di quarto livello.

Per attribuire gli stili gerarchici in modo adeguato bisogna seguire due semplici regole. Una riguarda la coerenza gerarchica dei contenuti e l'altra la sequenza di nidificazione.

Coerenza gerarchica dei contenuti

Per coerenza dei contenuti si intende l'attribuzione di livelli gerarchici analoghi ad analoghi contenuti.

Immaginiamo di voler scrivere un libro sulla cucina italiana.

Se si crea un capitolo per gli antipasti e per i primi piatti, coerenza vuole che anche i secondi e i contorni debbano avere un loro capitolo.

Non avrebbe senso, ad esempio, per i secondi e i contorni, utilizzare un titolo di sezione interno al capitolo dei primi.

Sequenza gerarchica della nidificazione

I livelli gerarchici devono essere nidificati in modo sequenziale. Ad esempio, non ha senso inserire dopo un Heading 1 (titolo di capitolo) un Heading 3 saltando l'Heading 2.

Capita spesso che questa regola venga disattesa. A causa della famigerata confusione tra il livello strutturale e il livello grafico, capita frequentemente, ad esempio, che i livelli dei titoli vengano assegnati su base puramente estetica (la grandezza dei caratteri del titolo). Bisogna ricordare ancora una volta che l'aspetto grafico dei font non viene trasferito nel programma di impaginazione. Ciò che si trasferisce è il marker nascosto (lo stile) che indica il livello logico del titolo.

Capitolo 4. Elementi speciali

Indice

Box
Blockquote
Liste e tabelle
Immagini

Oltre alle componenti gerarchiche esistono altre strutture di paragrafo che non appartengono ad un livello gerarchico predefinito e che dunque possono essere presenti ovunque.

Si tratta dei box, delle liste, delle tabelle e delle citazioni.

Vediamo come si strutturano queste parti di testo.

Box

I box sono dei blocchi di testo che svolgono una funzione strutturale speciale: non fanno parte del testo principale, ma ne evidenziano taluni aspetti.

I box possono essere utilizzati come sommari interni, oppure come esemplificazioni di descrizioni avvenute nel testo, oppure hanno una funzione aneddotica, cioè si occupano di storie, aneddoti relativi ai contenuti a cui fanno riferiemento.

Per definire un box si utilizzano etichette testuali racchiuse tra parentesi quadre.

Ecco un esempio:


Figura 4.1. box_esempio.jpg

box_esempio.jpg

Esempio di etichettatura di box


Ricordiamo ancora una volta che bisogna trattenersi dalla tentazione di costruire un box grafico più o meno bello. La struttura grafica costituirebbe solo un ostacolo all'importazione del testo e alla realizzazione dell'impaginazione.

È indispensabile, e molto più efficiente, segnalare con una etichetta testuale l'inizio e la fine del box.

Se l'opera prevede diverse tipologie di box con funzioni diverse (ad esempio, un box per il sommario interno, un box di esempi, etc.), si possono utilizzare diversi tipi di etichetta numerando il box. Ad esempio:


Figura 4.2. box_diversi.jpg

box_diversi.jpg


Come si vede, indipendentemente dal nome del box, l'etichetta di fine box ha sempre lo stesso nome: [ENDBOX].

E questi sono i risultati:

Questo può essere un box relativo ai sommari.

Testo del box, testo del box, testo del box

Questo può essere un box relativo agli esempi.

Testo del box, testo del box, testo del box.

Bisogna considerare che è a cura dell'impaginatore rendere i due tipi di box con caratteristiche grafiche differenti. Ma questa è un'altra storia.


Blockquote

È la citazione.

È fondamentale trattenersi dal creare strutture grafiche speciali per le citazioni.

Il metodo più efficiente per segnalare una citazione è semplicemente di racchiuderla tra un'etichetta di apertura e un'etichetta di chiusura, proprio come i box.

Ecco un esempio:


Figura 4.3. blockquote_esempio.jpg

blockquote_esempio.jpg


E questo è il risultato:

 

A volte la soluzione più creativa e intellligente è seguire semplicemente le istruzioni.

Anonimo

  


Liste e tabelle

Per le liste e le tabelle è permessa l'utilizzazione delle formattazioni del word processor.

Bisogna però stare attenti ad accontentarsi della struttura di default, senza complicarla con effetti grafici pariticolari.

Ecco un esempio di lista:

Cose da fare al mattino

Come si vede, la lista è stata creata dal word processor semplicemente facendo click sul comando apposito dopo aver selezionato il testo. Si tratta, insieme alle tabelle, delle poche formattazioni consentite.

Ecco ora un esempio di tabella:


Tabella 4.1. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                PasteCarniPesciRigatoniVitelloSpigolaSpaghettiPolloAlice


Per creare una tabella basta andare su inserisci -> tabella e scegliere il numero di righe e colonne.

Non importare fogli di excel.


Immagini

Le immagini devono essere consegnate a parte.

Per comunicare al grafico il punto in cui si vuole inserire l'immagine basta creare l'etichetta IMAGE seguita dal nome dell'immagine. Dopo l'etichetta si scrive l'eventuale caption (la legenda della figura).


Figura 4.4. immagine.jpg

immagine.jpg

Etichetta per le immagini

Naturalmente è importante che i nomi delle immagini corrispondano strettamente ai nomi effettivi.


Capitolo 5. Elementi inline

Gli elementi inline sono fondamentalmente i grassetti e i corsivi di singole parole o frasi all'interno del paragrafo.

Tecnicamente si chiamano enfasi perché servono a mettere in evidenza delle parole all'interno di frasi.

L'applicazione del grassetto e del corsivo è semplicissima: basta fare click sul corrispondente tasto dei comandi B per grassetto (o bold) e I per corsivo (o italic).

Si chiamano elementi inline perché vengono attribuiti all'interno dello stesso paragrafo detto anche line.

IMPORTANTE

Non utilizzare il grassetto per i titoli dei capitolo e delle sezioni.

Utilizza sempre gli stili di Heading o Intestazione come spiegato nella parte dedicata alla struttura gerarchica.

Inoltre non utilizzare mai il corsivo o altri caratteri o formattazioni per identificare le citazioni e utilizza invece semplicemente l'etichetta [BLOCKQUOTE].

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